Rivista internazionale di Filosofia e Psicologia è un periodico peer review che pubblica i propri contenuti in full open access, senza richiedere contributi di natura economica a lettori e autori. RiFP si propone come luogo di riflessione critica sui nessi che legano reciprocamente la ricerca filosofica e quella psicologica (maggiori dettagli sotto la voce Politiche editoriali).

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Avvisi
Call for Papers: Una scienza cognitiva post-cognitivista? |
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La maggior parte degli studiosi impegnati nell’ambito delle scienze cognitive contemporanee assume nella propria ricerca (implicitamente o esplicitamente) una visione filosofica chiamata cognitivismo. La ricerca in neuroscienze, per esempio, sembra presupporre l’esistenza di qualche forma di rappresentazioni mentali, abbracciando un paradigma teorico cognitivista rispetto alla cognizione umana: in neurolinguistica gli studiosi cercano i correlati neurali di specifiche proprietà linguistiche, cioè le rappresentazioni neurali di tali proprietà linguistiche, e così via. Mentre il cognitivismo intende la cognizione come un processo articolato in tre fasi – stimolo/elaborazione dell’informazione/risposta – assumendo che l’informazione elaborata consista in rappresentazioni mentali manipolate internamente dal soggetto, il post-cognitivismo rifiuta tale visione, sostenendo che la cognizione non si basi sull’elaborazione dell’informazione. La cognizione sarebbe, invece, la capacità di un organismo di interagire con successo con il proprio ambiente. Come affermato da Heras-Escribano, “nell’approccio post-cognitivista, la cognizione non è elaborazione interna dell’informazione, ma comportamento adattivo”. Il post-cognitivismo rappresenta oggi un ambito teorico in costante ampliamento, che sta ridefinendo le scienze cognitive. Ma con quale impatto concreto sulla ricerca scientifica? Le “rappresentazioni mentali” sono ineludibili nelle scienze cognitive contemporanee? Anche se il dilemma rappresentazionalismo/anti-rappresentazionalismo può sembrare una stantia diatriba filosofica, esso può ancora essere un problema attuale nel campo delle scienze cognitive contemporanee. Per esempio, alcuni studiosi sono schierati a supporto di una scienza cognitiva radicalmente incarnata, che faccia a meno di far affidamento sulle rappresentazioni e che, invece, faccia leva sul concetto di “risonanza”, mentre altri studiosi continuano ad attribuire un ruolo preponderante alle rappresentazioni nello studio della cognizione. In ogni caso, finora non vi è alcuna evidenza di rappresentazioni strutturali nell’attività neuronale, il che costituisce una concreta difficoltà per la difesa del rappresentazionalismo nelle scienze cognitive. E, tuttavia, ciò non vuol dire negare qualsiasi ruolo o funzione per le rappresentazioni mentali all’interno della cognizione. |
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| Inserito: 2025-12-08 | [leggi tutto] |
| Altri avvisi... |
V. 16, N. 2 (2025)
Sommario
Studi
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Francesco Ferretti
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81-99
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Ricerche
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Enrico Cipriani
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100-111
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Francesco Consiglio
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112-126
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Francesco Maria Cianciaruso
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127-135
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Temi ed eventi
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Alessandro Pizzo
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136-145
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Recensioni
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Recensione di A. Aloisi, La potenza della distrazione
Manlio Antonio Forni
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146-147
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Book-review of M. Spener, Introspection: First-person access in science and agency
Lucia Zoratti
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148-149
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